lunedì 24 febbraio 2014

chiamiamolo facebook

Anni fa aveva fatto notizia lo strillo di agenzia che una famiglia, nella sfortunata Romania di Ceausesco, dopo anni di attese per collegarsi finalmente alla rete telefonica, quando la agognata linea ha raggiunto la casa e la cornetta è stata intronizzata nel salotto, poiché era da poco nato l'erede di famiglia, avevano deciso di chiamarlo "Telefono". Semplicemente. Senza pensare a tutte le possibili riflessioni sul caso (dalla ridicola "Ciao, c'è Telefono al telefono", alla metafisica "cosa avrà mai voluto dire Telefono al telefono..."). Sulla scia della notizia si veniva poi a scoprire che sempre in Romania non era raro incontrare nomi suggestivi, come Rambo II, Superman, altri titoli di film occidentali... insomma una sfrenata fantasia onomastica, complice anche un regime particolarmente stretto e oppressivo.
Adesso è arrivata una notizia simile: in Messico una coppia ha deciso di chiamare il figlio con il nome di Facebook; ma gli uffici dell'anagrafe devono aver storto un po' il naso.
Sono le punte di qualche iceberg, segnali un po' variegati di come certi strumenti segnino un'epoca, di come le attese dei padri debbano spesso ricadere sui figli.
Chissà perché non nascono più cognomi, invece :-)
ma immaginiamoci il destino di questa persona quando, presumibilmente, la bolla di Facebook sarà meno vistosa, o quando altre metafore comunicative avranno la meglio. E' solo questione di tempo, sicuramente ci troveremo di fronte a nuovi strumenti e modelli, nuove strategie e nuove mode. Sarebbe intelligente non considerare le persone alla stregua di etichette, temporali o geografiche, ma di protagonisti e attori di questi nostri giorni così rapidamente incerti.
Sapendo per esperienza quanto i nomi costruiscono della nostra identità, ci può consolare il fatto che nella vita quotidiana c'è poi ampio spazio per i nickname, gli pseudonimi, gli adattamenti letterali.
E siccome è aperta anche la caccia alla protezione dei nomi mediante brevetti e copyright, speriamo almeno che il giorno del compleanno non tocchi, al povero Facebook, pagar dazio, o qualche royalties...

domenica 19 gennaio 2014

il canto del Gallo...

sto leggendo il libro "Vivo e vegeto", che riporta gli interventi di numerose persone come estremo saluto a don Gallo, recentemente scomparso.
Ricordo lo scorso anno, ero sceso col treno a Genova Principe e volevo andare a visitare la chiesetta del Gallo, poco lontana dalla stazione. Avevo persino cercato le indicazioni su Google e mi ero divertito un po' a guardare su Street view il percorso... quella chiesetta mezza nascosta, a ridosso di un parco che d'estate ospita un cine all'aperto, quasi all'inizio della zona storica  e vecchia di Genova, chissà quante volte, nei lunghi anni del mio soggiorno genovese, era capitata nei miei percorsi.
Ma non avevo calcolato bene gli orari e per la messa ormai era tardi. Vabbè, sarà per un'altra volta.
Questa altra volta c'è stata solo sulla carta, sulle parole dei libri di don Gallo, nei desideri.
Profonde e toccanti le pagine di alcuni amici del Gallo: mi sono fermato soprattutto sull'intervento di Moni Ovadia (il "padre spirituale" del don, niente male, un ateo convinto ma di ceppo ebraico doc, una garanzia: Moni pur dichiarando la sua "non fede" non riesce a scrivere 2 righe senza citare almeno un passo della bibbia... averne, di questi "atei" rigorosi) e poi l'intervento di don Ciotti. Mi sembrava di sentirlo parlare dal vivo, con lo stesso entusiasmo per le cose vere che la vita ci offre ogni tanto, ogni spesso...
Mi piace allora riportare alcuni passi dell'esperienza di Moni Ovadia, si scopre sempre qualcosa di nuovo quando si cerca di capire ciò che la vita ci offre:
Ho incontrato il Gallo centinaia di volte. Ho diviso con lui pranzi, cene, chiacchiere, discorsi, militanza, palcoscenici... Con tutta l'enfasi di cui sono capace voglio testimoniare questo: non c”è stata una sola volta che non gli abbia sentito dire «la mia chiesa».
Nessuno pensi, e lo affermo sulla mia parola di ebreo agnostico, di scotomizzare dal Gallo e dalla sua memoria la verità del suo essere radicalmente un prete cattolico. Lo era autenticamente, e lo era nel senso più puro. Per questo poteva criticare la Chiesa, poteva vibrare di indignazione per le derive di certi suoi uomini, ma mai, mai, sarebbe uscito da quella che sentiva - con passione e dolore, ma anche con grande senso di appartenenza e identità - come la sua Chiesa.
lo lo rispettavo per questo, e l”unica volta che ho pregato in una chiesa è stato con lui. Sì, io, ebreo agnostico, ho pregato col Gallo. Una domenica dovevo andare a pranzo da lui, come facevo spesso. Andrea stava terminando di celebrare la messa, entrai in chiesa restandomene in fondo, ma lui mi vide con la coda dell'occhio e mi chiamò: «Stiamo per dire il Padre nostro». Lui e tutti i suoi parrocchiani si tenevano per mano stando in cerchio, e allora m'invitò: «Vieni qua, che tanto questa preghiera ha radici ebraiche e va bene anche per te››.
Andai serenamente a pregare. Perché? Vorrei spiegarlo entrando in profondità verso la radice del senso. Il Genesi, primo libro della Bibbia, comincia con la lettera B (beth), nella parola Bereshit: cioè in principio. E la B (beth) è il numero due. Quindi, in principio c”era il due: l”io e il tu.
Perché il principio è il numero due? Perché non esiste possibilità di esistenza senza l'altro.


sabato 28 dicembre 2013

About ma non solo

stufo di tenere sotto controllo una decina di database in SQL per gestire qualche blog sotto WordPress, proviamo in modo più sbrigativo con questo motore di blog...

Personal Info

Nato nel secolo scorso, un pizzico dopo la sua metà, agli albori della rivoluzione televisiva (per farla breve, nel 1959), in una zona sospetta (nel bel mezzo del territorio valdese) in un paesino vicino a Pinerolo (dovrebbe essere il 4 o 5 in ordine alfabetico di tutta Italia). Poi la vita fa il resto e si inizia a girare; oggi far coincidere il  “di dove sono” con il "chi siamo" è decisamente un abito stretto. Ho vagabondato un po' in Liguria, le medie in Piemonte (Mondovì), iniziando il cammino insieme ai fratelli maristi e poi gli inizi dell'insegnamento, 5 anni di elementari a Roma, l'università a Genova (in quella che un tempo era la facoltà di Pedagogia, presso il Magistero) e subito sul campo con le scuole medie e le superiori, tra Genova, poi Cesano Maderno e Giugliano in Campania. Attualmente mi ritrovo a Cesano Maderno impegnato con la scuola primaria ma soprattutto con le medie.

E con vari interessi, hobby, passioni e curiosità... eccone qualche traccia


1988

in CNR, Guida all’analisi di Software didattico (a cura di G.Olimpo – Michela Ott), una raccolta di esempi, Ist. Geografico De Agostini, 1988.
sezione Informatica, Software di utilità generale: I Data Base, a cura di G.Banaudi e Trentin; schede di alcuni dbase
sezione Scuola Elementare: schede di alcuni programmi in ambito linguistico

1990

LA TELEMATICA COME STRUMENTODIDATTICO, rivista COMPUSCUOLA, aprile 1990, anno 6, n.45 (era il penultimo numero!)

1992

Il Bollettino sulle Tecnologie Didattiche dell’ITD (a cura di G.Banaudi e G.Trentin), su Informatica, Scuola & Telematica, n. 28-29, settembre 1992

Le attività della BSD nel campo dell’handicap, (Giorgio Banaudi e Lucia Ferlino, ITD – CNR Genova); in MC-microcomputer, marzo 1992, n.116, pag. 209
Gli articoli pubblicati sulla storica rivista MC-microcomputer sono attualmente accessibili online.

1993

Bacheca elettronica e handicap 1, Redazione volante di Fidonet, Gli Altri, ottobre-dicembre 1992
Bacheca elettronica e handicap 2, Redazione volante di Fidonet, Gli Altri, gennaio-marzo 1993
Bacheca elettronica e handicap 3, Redazione volante di Fidonet, (Banaudi, A.Marescotti, F.Armando, P.Maraziti, E.Tuminia), Gli Altri, aprile-giugno 1993
rivista Tuttoscuola
Carta, penna e floppy disk, pag. 27-28.30; Tuttoscuola, n. 334, settembre 1993
La mia classe? Una redazione. Tuttoscuola, n. 335, ottobre 1993
Informatica in classe: giocando s’impara, pag.22-23. Tuttoscuola, n. 336, novembre 1993
TD n. 2
Glossario (a cura di), Tecnologie Didattiche, n.2, autunno 1993
Inoltre i box sul Btd e Fidonet, sullo stesso numero di TD, interamente dedicato alle telecomunicazioni.
Contributo per IDD ’93 – Workshop Su: Telematica per la formazione, a cura di Guglielmo Trentin. Applicazioni e proposte d’uso di risorse telematiche a basso costo a supporto delle attività formative dei disabili, in Atti di Idd ’93
Informatica Milleusi , pag.xx-xx
Tuttoscuola, n. 337, dicembre 1993

1994

Valutazione , pag.xx-xx
Tuttoscuola, n. 338, gennaio 1994
Tuttoscuola, n. 339, febbraio 1994
Tuttoscuola, n. 340, marzo 1994
Tuttoscuola, n. 341, aprile 1994
Tuttoscuola, n. 342, maggio 1994
Tuttoscuola, n. 343, giugno 1994
Tuttoscuola, n. 349, dicembre, 1994
MC-Microcomputer n. 138, marzo 1994, Handicap e Telematica oggi in Italia.
MC-Microcomputer n 116     marzo 1992   Le attiviatà della BSD nel campo dell’handicap
MC-Microcomputer n 158     gennaio 1996/01, COMPUTER & SCUOLA, Una passeggiata un po’ diversa per lo SMAU
Golem
G. Banaudi, Serenella Besio, Michela Ott, L’italiano telematico apre all’innovazione linguistica, pag. 2, Golem, anno VI, n. 3, maggio-giugno 1994
Libri
La Bibbia del modem, Guida alla comunicazione attraverso il computer, Collana Muzzio Nuovo Millennio, Franco Muzzio, Padova, 1994, pp. 546. (finito di stampare nel luglio 1994)
Articoli vari:
IT, sull’inserto Affari e Finanza di Repubblica, 12 ottobre, La telematica per l’handicap
IT, sull’inserto Affari e Finanza di Repubblica, 5 dicembre, L’Ipertesto: Una nuova sfida per la didattica,
Interviste: Radio 3, 10 ottobre 1994, On Road 2000, 5 minuti per la presentazione del libro (dalla Spagna!)
Rai 3, intervento free perla rubrica Fantasticamente, in onda 29 dicembre, ore 11.15
1995
intervista perla Radio Vaticana (a cura diStefano Mastrofini), eseguita il 7 gennaio 1995

Libro

E’ di moda il modem, Franco Muzzio, Padova, 1995, pp. 143, febbraio 95
TD – Teconologie Didattiche, (edito dal CNR-ITD-Genova)  n. 5, Il mondo dei bbs italiani, un ambiente di dialogo “senza barriere”, TD n.5, pag. 74

Rivista Tuttoscuola

Tuttoscuola, settembre 1995, presentazione di Ecolandia

Dal 1995 collaborazione periodica stabile conla rivista Tuttoscuola, con interventi legati al mondo della didattica e della tecnologia. Fino al 2003

Rivista Jesus

Dal gennaio 1995 al dicembre 2010: collaborazione mensile con la rivista Jesus, delle Edizioni Paoline, responsabile della la rubrica “Internet e Fede”

martedì 5 maggio 2009

che Twitter sia con voi…

che Twitter sia con voi… • 5 maggio 2009


Neanche tanto tempo fa, entrando in chiesa si poteva incontrare un cartello, vi campeggiava un bel cellulare con la sbarra rossa del divieto: un segnale stradale che invitava a spegnerlo e non disturbare le celebrazioni. Richiamo tanto saggio quanto spesso dimenticato, con effetti grotteschi e spesso incivili, anche se oggi quando suona un cell in chiesa non è tanto la figuraccia di averlo dimenticato acceso, quanto il fatto di non essere capaci ad impostare il modo silenzioso e il vibrato…
Che sorpresa invece trovare un cartello con una bella tastiera o un portatile wireless e l’invito a “coraggio, usa anche tu Twitter per restare collegato con il Signore”.
Già, la chiesa ha da sempre utilizzato le innovazioni tecnologiche: vedi la stampa, che praticamente nasce per e con la diffusione della Bibbia e si muove di convento in convento (i primi esemplari di stampa alla Gutenberg li troviamo a Subiaco, nel convento benedettino!); perché meravigliarsi che anche oggi, in qualche chiesa, ci siano persone convinte che tutto, dal cuore al corpo ai vestiti al cellulare, possa entrare nell’esperienza religiosa?
Ammettiamolo, sarà difficile sentire nella predica domenicale un invito a mandare, via twitter, le proprie esperienze di fede, quelle brevi frasi, a metà tra i baci perugina e le frasi del Qoelet. Eppure…
in questa pagina viene presentate http://www.charlotteobserver.com/479/story/660881.html l’esperienza di una chiesa americana, una delle tante confessioni protestanti, dove si fa largo uso di tecnologia per comunicare e diffondere il vangelo.
Sui quotidiani Usa (ne parla anche il settimanale Time) viene definita una chiesa rock&roll e l’etichetta già contiene un chiaro giudizio; visitando il sito, tecnicamente agguerrito, di questa che si definisce la chiesa del prossimo livello (http://www.nextlevelchurch.org/) si corre un po’ il rischio di confonderla con la brochure di qualche ditta in cerca di posizionamento. E favorire l’uso di Twitter, inviando rapidi commenti agli amici con il cellulare, durante le prediche, ci lascia sicuramente perplessi. Qualche fedele però rileva che queste cose ormai le usiamo dappertutto, quindi perché non anche nella vita di fede?
E in effetti sono tante le opportunità per un uso creativo di questi micro-messaggi.
Quello che forse preoccupa è il moltiplicarsi di strumenti interessanti ma sempre meno facili da gstire. Abbiamo poco tempo: non possiamo dedicare 10 minuti a Msn, un po’ a Skype, chattare con Gtalk, sbirciare la bacheca di Facebook…
Per fortuna stanno nascendo anche strumenti che raccolgono tutti i nostri contatti in un unico centro comunicativo. Programmi come Nimbuzz, Fring,Coccinella (basta cercarli con Google per scaricare sul proprio PC la versione giusta) cercano di mettere un po’ di ordine in questo proliferare di contatti. Con un solo accesso (un nominativo e una password sola) si possono raggiungere tutti i propri contatti.
La koinè degli amici è salva.

venerdì 1 maggio 2009

Fede e passione… per il gioco!

Fede e passione… per il gioco! •1 maggio 2009 • 


Videogame e religioni: un connubio che forse spopola più nei paesi anglosassoni che in quelli latini. “Gioca con i fanti e lascia stare i santi…” saremo pure una società ormai sdoganata per quanto riguarda i contenuti religiosi, ma certe abitudini cambiano lentamente. Se cambiano!
Una rassegna di giochi con sfondo religioso o web-game (in pratica i giochi che si possono svolgere tramite il web, senza doverli per forza installare sul proprio pc), sarebbe certamente un argomento interessante da sviluppare.
Anche perché non si tratta di giochi “neutrali”: spesso suscitano reazioni polemiche e accese…
ad esempio, ecco come viene presentato il recente “Faith Fighter”…
“è un picchiaduro per questi tempi oscuri. Scegli il tuo credo e spacca il culo a chi non la pensa come te. Dai sfogo alla tua intolleranza! L’odio religioso non è mai stato così divertente.”
Eleganza e buon gusto andati a male?, una sfida a prova di “tolleranza”? Provare per credere:
leggi un commento sul blog Spiritual Seeds – http://tinyurl.com/crf8av

domenica 8 febbraio 2009

si parte sempre, spesso si arriva altrove

si parte sempre, spesso si arriva altrove •8 febbraio 2009 •


Come si usa il tempo in rete? Spesso le intenzioni sono buone, si inizia da una ricerca necessaria, si vuole approfondire un tema… poi il mouse ci prende la mano e tra un link insolito e una curiosità suscitata da accostamenti imprevedibili ci si ritrova ad esplorare pagine che non si sarebbero mai cercate. Stavo sfogliando un po’ di amici su FB, vedo a destra il suggerimento che uno dei miei amici è fan di Marco Frisina, il sacerdote compositore che dal 2000 in poi tutti associano alla colonna sonora del Giubileo. Comincia la caccia. Perché appena arrivato sulla sua homepage www.marcofrisina.com ecco uscire dalle classe proprio “quel” tipo di sonorità. E una sorpresa: si parla di un musical sul poema di Dante. E non di una piccola cosa: un kolossal visto e apprezzato da 250mila persone. Ecco uno degli effetti collaterali nel vivere dove vivo, ai confini del nulla :-)  certe notizie se non arrivano dal web non arrivano proprio. Mi incuriosisce che per il casting della prossima edizione la strada scelta dagli organizzatori è proprio quella del web. Si visita una pagina, si manda il proprio curriculum e ci si mette in contatto. Niente di strano: dovrebbe essere così, oggi, la vita.

Venivo da un’altra pagina, più tecnica, TechCrunch, dove un tizio ha chiesto ai visitatori come gli sarebbe piaciuto un portatile veramente funzionale: invece di scegliere tra i tanti modelli, ci si mette d’accordo, si vede quali sono le richieste della maggioranza e su quel target specifico si indirizza la ricerca e la realizzazione. Ci sono persino dei prototipi, funzionanti. Probabilmente ci si arenerè nella fase finale, del progetto e della costruzione pratica dell’oggetto. Magari alla fine i prezzi saranno così lievitati da vanificare tanta fiducia dal basso.

La Rete, senza dover tutte le volte richiamare la sigla 2.0, funziona ormai in maniera affidabile, più affidabile di tante altre trappole moderne (ad esempio della Social card?).

Un pensierino che sarebbe ormai facile da trasformare in realtà è quello di iniziare concretamente a spostare il proprio lavoro “in” rete, non solo “con” la rete. Sto completando in questi giorni un sondaggio svolto con alcuni docenti. Avevo due alternative: carta, distribuzione, raccolta e lunga valutazione oppure aguzzare l’ingegno. Ho trovato molto più fattibile e conveniente realizzare il sondaggio con la nuova funzione dei Moduli di Google Documents (basta avere un account su Gmail e la cosa diventa automatica). Una volta preparato il modulo l’ho inserito su una pagina web e ho comunicato l’indirizzo (www.maristi.it/sondaggio.htm) via mail alle persone che dovevano compilarlo (ma senza dover gestire una pagina web è sufficiente inviare un link tramite la posta) . Man mano che le persone rispondono viene creata una nuova riga nel documento finale, sempre aggiornato, in modo da poter iniziare da subito a fare valutazioni e tirare le somme…

Il timore di non sapere esattamente DOVE sono i nostri documenti, che garanzie di sicurezza ci sono, che affidabilità può avere un sistema del genere, poco alla volta lasceranno il terreno alla comodità di avere sempre, ovunque esista una connessione, i nostri preziosi documenti. Già oggi lo spazio regalato da Google è più che sufficiente nella maggior parte dei casi, perché i documenti (Word o Excel) sfrondati da immagini, video e musica, sono spesso poche manciate di byte.

lunedì 12 gennaio 2009

pochi spicciol

12 gennaio – pochi spiccioli •12 gennaio 2009

Piccole prove per poche persone…


Le notizie che si incontrano su fede e internet sono decisamente curiose, vediamone qualcuna per oggi.
Rete ed ecologia, un “dibattito” su quanto costa al pianeta l’uso intensivo della rete. Ogni volta che fai una domanda con Google, secondo alcune ricerche, si immettono nell’atmosfera qualcosa come 6-7 grammi di CO2. Il tutto a causa delle molte richieste che una semplice query sul motore di Mountain View innesca, per offrire un servizio migliore.
Naturalmente la CO2 viene prodotta per l’utilizzo dei datacenter, dei PC, di tutta l’energia elettrica necessaria alla loro “esistenza”.
Sul blog ufficiale di Google http://googleblog.blogspot.com/2009/01/powering-google-search.html
si trova un’ampia rassegna su questo argomento.
Altra notiziola: un ingegnere informatico che vive a Lourdes (la moglie gestisce uno dei tanti negozi di souvenir religiosi), ha realizzato un motore di ricerca “rigorosamente cattolico”. Le ricerche eliminano in modo sicuro (a detta del servizio) termini, pagine e link “sconvenienti”. Provare per credere: http://www.cathoogle.com/